Cos’è il Web 2.0?
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Cos’ è il Web 2.0? Questa è sicuramente una domanda che molti di voi si saranno fatti: purtroppo devo dirvi che non esiste una risposta chiara ed esaustiva a questo quesito, dato che esistono diverse definizioni di Web 2.0. Alcune persone hanno tentato di definire il Web 2.0 come un insieme di siti web con interfaccia, facilità e velocità d’ uso tali da renderli simili alle applicazioni tradizionali che gli utenti sono abituati ad installare ed utilizzare nei propri personal computer. Altri hanno invece provato a definire il Web 2.0 innanzi tutto in termini di reti sociali. Di fatto c’ è ancora un grande disaccordo circa il reale significato di Web 2.0, mentre alcuni lo denigrano, considerandolo un termine esclusivamente legato al marketing, alla moda, ma nella pratica insignificante, mentre altri lo accettano come il nuovo standard convenzionale. Comunque sia tutti gli utilizzatori del termine Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web, a posteriori etichettato come Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall’ e-mail, dall’ uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone invece un nuovo modo d’ utilizzo del World Wide Web più dinamico e fondato sull’ interattività tra i diversi membri. Bisogna sottolineare come, da un punto di vista strettamente tecnologico, il Web 2.0 sia del tutto equivalente al Web 1.0, in quanto l’ infrastruttura di rete continua ad essere costituita da TCP/IP e HTTP e l’ ipertesto è ancora il concetto base delle relazioni tra i contenuti. La differenza, più che altro, sta nell’ approccio con il quale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice consultazione (seppure supportata da efficienti strumenti di ricerca, selezione e aggregazione) alla possibilità di contribuire popolando e alimentando il Web con propri contenuti.
Il Web 2.0 è quindi una nuova visione di Internet che ha appena cominciato ad influenzare il vostro modo di lavorare ed interagire con le informazioni in rete. Web 2.0 non è un software specifico, nè un marchio registrato dai vari colossi come Microsoft o Google, ma un un insieme di approcci per usare la rete in modo nuovo e innovativo. In pratica il Web di seconda generazione è un luogo dove poter trovare quei servizi che finora erano offerti da pacchetti da installare sui singoli computer domestici. Con il termine Web 2.0 ci si riferisce inoltre alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. L’ informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all’ altro, spesso in modi che il produttore stesso non aveva immaginato o pianificato. Tutto questo permette agli utenti di prendere facilmente informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirle sui propri siti per nuovi scopi. Il Web 2.0 è costruito con tecnologie come Ajax, un approccio di sviluppo web basato su JavaScript ed il linguaggio di programmazione XML. Grazie a questa miscela di tecnologie le pagine possono funzionare più come applicazioni per il desktop che come le vecchie pagine di contenuto statico antiquate che troviamo di solito sul web. Tramite i siti potenziati con Ajax, gli utenti possono interagire con le informazioni nelle singole pagine come se stessero usando un’ applicazione, abbandonando la vecchia metafora del web come percorso di navigazione sequenziale in mezzo a pagine statiche. Questo mix sicuramente rivoluzionario ha creato tante nuove opportunità di lavoro sia per gli ideatori che per i consumatori, rendendo possibile la creazione di molti servizi nuovi, utili ed innovativi. In sostanza, con il Web 2.0, il web è diventato di per sé una piattaforma di sviluppo in continua evoluzione.
Differenze e confronti con il Web 1.0
Nel descrivere le innovative caratteristiche del Web 2.0 si procede spesso per confronto con il vecchio Web 1.0, indicando come nel passaggio di versione gli elementi fondamentali si sono evoluti o sono stati sostituiti da altri totalmente nuovi. Si tratta di un modo di rappresentare il Web 2.0 divulgativo e non puramente tecnico, ma decisamente efficace per riconoscere l’ evoluzione dei sistemi su Internet.
Dai siti web personali ai blog: se prima la costruzione di un sito personale richiedeva la padronanza di elementi di HTML e di programmazione, oggi con i blog chiunque è facilmente in grado di pubblicare i propri contenuti, dotandoli anche di veste grafica decisamente accattivante, senza possedere alcuna particolare preparazione tecnica. Se prima le community web erano in stragrande maggioranza costituite da esperti informatici, oggi la situazione è completamente ribaltata. A farla da padroni sui blog sono scrittori, giornalisti, artisti o comunque “animi sensibili” con una preparazione informatica di norma non particolarmente elevata.
Dalla stickiness al syndication: le tecniche utilizzate fino a ieri per tenere più tempo i visitatori su un sito web (stickiness, letteralmente l’ “appiccicosità” di un sito, cioè la capacità di tenere “incollati” gli utenti ad esso) hanno lasciato il posto ad altre concezioni di contatto con i fruitori dei contenuti. Attraverso le innovative tecnologie di syndication (RSS, Atom, tagging) chi realizza contenuti fa in modo che questi possano essere fruiti non solo sul sito, ma anche attraverso canali diversi. Un esempio di questi nuovi canali sono i feed, cioè delle liste di elementi con un titolo (es. notizie di un giornale, thread di un newsgroup), che permettono il successivo collegamento ai contenuti informativi. Questi ultimi possono essere aggiornati e consultati di frequente con programmi appositi o anche attraverso i browser e quindi consentono di essere sempre a conoscenza dei nuovi contenuti inseriti su un sito senza doverlo per forza visitare direttamente. Infatti basta semplicemente iscriversi al feed RSS di un sito e non appena i contenuti di tale sito cambiano, vengono automaticamente inviati al vostro lettore o aggregatore di RSS. Grazie agli RSS, il Web 2.0 inserisce il turbo e può venire ampiamente utilizzato per ricercare, filtrare e remixare le notizie, gli articoli ed altri tipi di contenuto in nuovi oggetti di informazione. E’ proprio nel remixare, nella selezione competente e nella giustapposizione del contenuto e delle informazioni esistenti che risiede il grande potenziale di sviluppo futuro del Web 2.0.
Dai sistemi per content management ai wiki: la tecnologia Wiki (Wikipedia ne è universalmente la più celebre applicazione) è il punto di arrivo del content management, in quanto ne implementa a 360° tutti i paradigmi. Se prima erano necessarie più applicazioni informatiche per gestire il ciclo di vita dell’informazione (dall’ intuizione alla fruizione), oggi una stessa tecnologia supporta al meglio tutto il processo. Si fruisce dell’ informazione nell’ ambiente stesso in cui essa è nata e si è sviluppata.
Spero che questa mia descrizione sia servita a chiarirvi, almeno per quanto possile, i vostri dubbi su che cosa sia il Web 2.0. Aspetto con impazienza i vostri commenti, i vostri suggerimenti o le vostre correzioni.
Mi dispiace, ma non esistono post su argomenti simili.














Cos’ è il Web 2.0?…
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